La sindrome del dente fratturato: cos’è e come riconoscerla

La sindrome del dente fratturato è una delle problematiche con maggior difficoltà di diagnosi per l’odontoiatra. Solitamente il paziente, in presenza di questi stati, lamenta un dolore acuto in alcune aree della bocca, senza però essere in grado di identificare con precisione la zona o il dente interessato. Se infatti all’apparenza i denti potrebbero apparire intatti, è probabile che il danno sia riscontrabile in profondità, ovvero nel nervo. In questi casi il dolore potrebbe quindi aumentare se esposto a sollecitazioni, quali l’assunzione di bevande calde e fredde, oppure semplicemente se a contatto con l’aria.

La frattura del dente è quindi un evento piuttosto grave che richiede un’azione tempestiva: se trascurato potrebbe anche portare alla perdita dell’elemento colpito. Per questa ragione un rapido intervento aumenta sia la possibilità di risoluzione del problema, ma anche quella di conservazione del dente danneggiato.

Frattura dentale: le cause

La frattura dentale può essere causata da differenti fattori:

  • Un trauma violento, come ad esempio un urto o un colpo alla bocca
  • Il bruxismo, ovvero l’abitudine a digrignare i denti soprattutto durante la notte, che di per sé è un trauma di modesta entità ma prolungato nel tempo
  • Il masticamento di alimenti molto duri
  • Traumi al mento ed alla mandibola
  • Problemi gengivali con conseguente danneggiamento o perdita dell’osso
  • Cambiamenti repentini della temperatura all’interno della bocca
  • Fragilità degli elementi dentali causata dal normale invecchiamento

Fratture dentali: tipologie e diagnosi

Non esiste soltanto una tipologia di frattura nei denti: il dentista potrà infatti trovarsi di fronte a una frattura parziale o completa.

Se la frattura parziale, o incrinatura, risulta più profonda, superando lo strato duro di smalto dentale, l’intero elemento risulterà lesionato. In questi casi il principale sintomo è il dolore alla masticazione o alla semplice fonazione.

La frattura completa si presenta invece quando avviene una netta separazione tra due parti, non necessariamente dovuta alla rottura del dente in due, ma principalmente legata a un distacco dal tessuto interno.

Per diagnosticare correttamente un dente fratturato è quindi indispensabile eseguire una serie di specifiche operazioni. La prima è quella di far mordere al paziente un listello di materiale rigido per individuare con precisione il dente colpito, con la possibilità, in alcuni casi, di associare questa operazione a pressioni sulle singole cuspidi, ossia le parti appuntite del molare, così da comprendere con sicurezza quale sia il dente problematico.

È infatti bene evidenziare che talvolta il dente fratturato può non aver segni visibili e apparire perfettamente integro. Ciò accade perché, nei casi di rottura con nervo vivo, difficilmente questa si propaga al resto della superficie dentale, che resta dunque visivamente intatta. Non per questo la condizione è meno dolorosa per il paziente!

Come si cura un dente fratturato?

Una diagnosi tempestiva e un intervento immediato da parte di un professionista possono aiutare a salvare il dente. Questo principio generale deve però tenere in considerazione che il recupero dell’elemento danneggiato dipende anche dalla tipologia della frattura, e che andrà tenuto conto del fatto che la porzione riparabile è soltanto quella al di sopra della linea gengivale.

Non è pertanto possibile elaborare una cura generica, ma è indispensabile che l’odontoiatra valuti singolarmente caso per caso.

Solitamente la riparazione di denti fratturati può avvenire con differenti modalità:

  • Tramite odontoiatria adesiva: grazie a un materiale resinoso sarà possibile ricostruire piccole scheggiature sulla superficie dentale
  • Tramite ricostruzione con l’impiego di manufatti in ceramica o compositi
  • Tramite rimodellamento cosmetico, eseguito mediante arrotondamento e lucidatura dei bordi scheggiati, ma possibile solo in caso di problematiche di minima entità
  • Tramite l’applicazione di faccette dentali, nel caso in cui il dente conservi una sufficiente quantità di tessuto
  • Tramite l’applicazione di corone protesiche, pensate per rinforzare e restituire estetica e funzionalità al dente
  • Tramite sostituzione completa del dente, nel caso in cui quello fratturato fosse irrecuperabile, tramite impianto o protesi a ponte

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