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Parodontite: definizione, cause, sintomi e trattamento

Parodontite e piorrea

Conosciuta anche con il nome di parodontite o piorrea, la malattia parodontale è una patologia multifattoriale che colpisce i tessuti di sostegno del dente, chiamati “parodonto” e composti da osso, cemento radicolare, legamento parodontale e gengiva.

Si tratta di un’infezione batterica e virale che causa un’infiammazione cronica e che, nel suo stadio più avanzato o a seguito di un trattamento terapeutico inadeguato, può provocare la caduta degli elementi dentali colpiti.

Che cos’è la parodontite

Secondo il dossier “Linee guida per il trattamento della parodontite di stadio I-III” a cura della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia SIdP, la parodontite nelle sue diverse forme mostra un’elevata prevalenza (oltre il 40%) tra gli individui che vivono nei paesi industrializzati, mentre le forme più gravi coinvolgono stabilmente più del 10% della popolazione mondiale. Il recente report “La parodontite e gli italiani (2016-2020): necessità di linee guida per implementare una terapia efficace” pubblicato su DENTAL CADMOS conferma tali dati ed evidenzia inoltre che la prevalenza globale della parodontite grave standardizzata per età tra il 1990 e il 2010 è stata pari all’11,2%, collocando questa condizione come la sesta più diffusa al mondo.

In molti casi, la malattia parodontale rimane non diagnosticata o non correttamente trattata, provocando gravi conseguenze sulla qualità della vita del paziente.

Cause della parodontite

L’insorgenza della malattia parodontale avviene laddove una gengivite grave, ossia accompagnata da un’abbondante presenza di placca dentale, tartaro, residui, saliva e muco al di sotto del margine gengivale, non venga tempestivamente trattata.

La formazione di vere e proprie “sacche” nel tessuto di sostegno al dente (le cosiddette tasche parodontali) si rivela terreno fertile per la proliferazione di microrganismi anerobi dannosi e di bacilli Gram-negativi che innescano il rilascio di mediatori dell’infiammazione, come gli enzimi rilasciati dai monociti e dai neutrofili, le citochine e le prostaglandine.

Questi mediatori dell’infiammazione colpiscono il parodonto, provocando un’infiammazione cronica che, nei casi più gravi o in assenza di adeguato trattamento, porta alla caduta degli elementi dentali colpiti.

L’inadeguata o assente igiene orale rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo della parodontite, ma non l’unico. Anche il fumo, il diabete mellito, la carenza di vitamina C, alcune neoplasie, la gravidanza, l’impiego prolungato di alcuni farmaci, la malnutrizione e il consumo di alcol sono alcune tra le numerose discriminanti che giocano un ruolo importante nell’insorgenza di questa malattia multifattoriale che, molto spesso, rimane “silente” fino a che non raggiunge i suoi stadi più avanzati.

Sintomi della malattia parodontale

La maggior parte dei pazienti si accorge di aver contratto la parodontite soltanto al manifestarsi dei suoi sintomi più noti:

  • Sanguinamento delle gengive non solo alla masticazione o al momento della pulizia dei denti, ma anche in assenza di cause apparenti
  • Alitosi grave e persistente
  • Tumefazione delle gengive
  • Arrossamento delle gengive
  • Ritrazione delle gengive fino a scoprire la radice del dente
  • Dolore a carico delle gengive
  • Mobilità dei denti
  • Sensibilità dentale diffusa al caldo o al freddo

Quelli appena riportati sono i primi e più comuni sintomi della malattia parodontale: il loro progressivo aggravamento condiziona fortemente la qualità della vita del paziente, che inizia a riscontrare problemi di masticazione, talvolta dolore e difficoltà durante la fonazione, essudazione purulenta a livello del solco gengivale, infiammazioni e sanguinamento frequente e immotivato delle gengive e persino alterazione dell’aspetto estetico del sorriso.

Va da sé che la gravità della piorrea sarà direttamente connessa alla profondità dell’infiammazione presente nel parodonto.

In considerazione della severità della malattia nessuno dei sintomi della parodontite dovrebbe mai essere sottovalutato, perché potrebbe generare un aggravamento della patologia e portare dunque a uno stadio più avanzato della parodontite che, lo ricordiamo, nella sua fase finale produce la caduta degli elementi dentali colpiti.

Va infine ricordato che anche lo stato generale di salute del paziente può essere compromesso a seguito di una grave forma di parodontite, poiché questa malattia multifattoriale è connessa all’insorgenza o all’aggravamento di patologie sistemiche (come ad esempio il diabete) e cardiovascolari.

Tipologie di malattia parodontale

Esistono diverse tipologie di parodontite, poiché tale termine identifica genericamente un insieme di condizioni che interessano il parodonto: si tenderà quindi a parlare di parodontopatie, utilizzando un termine ombrello sotto al quale vengono racchiuse tutte le patologie che possono colpire i tessuti di sostegno del dente.

Tutte le parodontopatie possono provocare la distruzione dei tessuti molli e la caduta degli elementi dentali colpiti laddove venga a mancare un protocollo terapeutico tempestivo e adeguato.

Allo stesso modo, le parodontopatie sono accomunate dall’insorgenza di un sintomo come la gengivite, condizione molto diffusa e spesso ignorata che si manifesta con un’infiammazione più o meno severa delle gengive e conseguente gonfiore, arrossamento, sanguinamento e dolore. È proprio la degenerazione della gengivite a portare alle parodontopatie e, in primis, alla malattia parodontale.

Parodontite cronica

Si tratta di una condizione ad alto impatto sociale che, come già indicato, porta nelle sue fasi finali alla perdita dei denti colpiti. La parodontite cronica colpisce maggiormente gli individui adulti e può essere caratterizzata da una progressione più o meno moderata, sebbene non siano rari periodi di rapida progressione della malattia o di degenerazione improvvisa, con conseguente perdita di attacco degli elementi dentali interessati.

A partire da una diffusa infiammazione gengivale a cui seguono alterazioni strutturali dei tessuti, il paziente che soffre di parodontite cronica manifesta numerosi se non addirittura tutti i sintomi precedentemente elencati. Va precisato che questa condizione può essere localizzata a un’area della bocca o generalizzata, e dunque relativa essenzialmente all’intero cavo orale.  

Parodontite aggressiva

La parodontite aggressiva è meno comune rispetto alla forma cronica e si caratterizza, come è facile intuire, per una progressione molto repentina della malattia. Può comparire già in età giovanile ed essere legata a fattori genetici che interessano più membri della famiglia (predisposizione genetica).

Sintomi tipici della parodontite aggressiva includono una veloce degenerazione della condizione con rapida distruzione ossea. Rispetto alla forma cronica, quest’infiammazione si rivela molto più rapida ed è quindi essenziale che la sua diagnosi e trattamento siano estremamente tempestivi: tanto più l’intervento sarà precoce, maggiori saranno le probabilità che il paziente riesca a salvaguardare i propri denti naturali.

È anche essenziale che, laddove vi sia una predisposizione genetica che favorisce l’insorgenza di questa condizione, il paziente venga monitorato su base regolare e sottoposto a opportuni trattamenti di igiene orale professionale, con una frequenza personalizzata e definita dall’odontoiatra.

Parodontite ulcero-necrotica

La parodontite ulcero-necrotica, chiamata anche parodontite necrotizzante, è caratterizzata da ulcerazioni o necrosi delle papille interdentali e del margine gengivale. Altri sintomi di questa condizione includono alitosi cronica, dolore alla masticazione o alla percussione, sanguinamento gengivale immotivato e spontaneo, malessere generalizzato e, in alcuni casi, addirittura presenza di febbre.

Si ritiene che la parodontite necrotizzante sia più diffusa nei Paesi in via di sviluppo rispetto a quelli industrializzati poiché, tra i fattori che ne provocano l’insorgenza e la progressione, figurano condizioni di malnutrizione, carente o addirittura assente igiene orale, stati di compromissione del sistema immunitario. Tuttavia, l’infiammazione può essere ulteriormente aggravata dal consumo di tabacco e dallo stress psicofisico del soggetto.

Rispetto ad altre forme di malattia parodontale, la parodontite necrotizzante presenta una sintomatologia estremamente dolorosa aggravata dalla presenza di ulcerazione dei tessuti.

Parodontite giovanile

Chiamata anche parodontite aggressiva giovanile, è una forma colpisce individui di età tra i 18 e i 20 anni o addirittura gli adolescenti.

Si caratterizza anch’essa per la presenza di tasche parodontali prodotte a seguito della formazione di un’infezione severa a livello del legamento parodontale. A causa dell’accumulo di placca e tartaro, la parodontite aggressiva giovanile si autoalimenta, trasformandosi in cronica. Purtroppo, questa patologia viene spesso diagnosticata tardivamente, al sopraggiungere di sintomi ormai severi per il paziente.

Come prevenire la parodontite

Seppure possano esistere fattori genetici che predispongono il soggetto all’insorgenza della parodontite, un’ottima e regolare igiene orale domiciliare e sedute di igiene orale professionale due volte l’anno – oltre che un costante monitoraggio dello stato di salute della bocca – sono strategie fondamentali per ridurre al minimo il rischio di contrarre questa malattia o, addirittura, di prevenirla.

Tali buone abitudini, associate a uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta ed equilibrata e la cessazione nel consumo di alcol e sigarette, si rivelano fattori altrettanto importanti nel mantenimento di un ottimale stato di salute della bocca.

Ricordiamo infine che una dieta adeguata contribuisce al benessere generale dell’organismo e rinforza il sistema immunitario, rendendolo più efficace nella sua opera di contrasto a eventuali infezioni.

Malattie sistemiche legate alla parodontite

Esistono rapporti di correlazione accertata tra la piorrea e diverse malattie sistemiche, come evidenziato da recenti studi clinici che mettono in luce il legame tra l’infiammazione del parodonto e patologie cardiovascolari, diabete, infertilità femminile e parti prematuri.

Si ritiene che uno degli effetti diretti della malattia parodontale sull’insorgenza o progressione dell’aterosclerosi potrebbe essere legato al fatto che i patogeni parodontali presenti nel cavo orale raggiungano il sistema circolatorio: la diffusione di batteri patogeni e l’incremento dell’infiammazione sistemica rappresentano quindi il punto di partenza per continuare ad approfondire la connessione tra queste due patologie.

Numerose ricerche scientifiche indicano poi che i pazienti diabetici, e in particolare quelli affetti da diabete mellito (ossia caratterizzato da uno stato cronico di iperglicemia), possano rivelarsi più soggetti all’insorgenza di gengiviti e parodontiti: essenzialmente, la malattia parodontale si dimostra quindi più frequente nei soggetti diabetici di tipo I, II e III rispetto ai soggetti sani (con rischio stimato da due a tre volte maggiore). Il diabete deve pertanto essere considerato sia un fattore di rischio per la comparsa della parodontite sia una complicanza per il diabete.

Per quanto riguarda infine il legame tra parodontite e infertilità femminile, la forte somiglianza tra il microbiota orale e quello uro-genitale sembrerebbe essere la corretta chiave di lettura. Un recente studio australiano indica infatti che le donne affette da malattia parodontale abbiano minori possibilità di concepimento rispetto alle donne sane (sette o più mesi per ottenere una gravidanza contro cinque) e che, pertanto, la parodontite rappresenti una causa di infertilità nelle donne. Nuovamente, la diffusione nell’organismo dei batteri patogeni presenti nel cavo orale aggredirebbe anche l’apparato riproduttivo, diminuendo in modo significativo la possibilità di ottenere una gravidanza in modo naturale. Inoltre, laddove la gravidanza si verificasse, la paziente parodontale potrebbe essere più soggetta ad aborti spontanei, nascite premature oppure sottopeso: la ragione è legata alla presenza degli antigeni del Porphyromonas Gengivalis legati alla parodontite, che hanno la capacità introdursi nella placenta e produrre tossine nel liquido amniotico che porteranno a infiammazioni potenzialmente pericolose per il feto.

Trattamenti della parodontite

Essenzialmente, esistono oggi due strade percorribili per trattare la malattia parodontale: la prima prevede un approccio chirurgico, un tempo considerato trattamento d’elezione sebbene raramente risolutivo, la seconda predilige invece l’impiego di analisi genetiche e microbiologiche, laser ad alta potenza e microscopio operatorio.

Nel primo caso, oltre agli importanti costi biologici per il paziente – che dovrà essere soggetto a complessi e invasivi trattamenti chirurgici oltre che alla somministrazione di farmaci antibiotici e antinfiammatori – si verificheranno marcate difficoltà a raggiungere e operare sulle zone più inaccessibili del parodonto, nelle quali i batteri patogeni trovano terreno fertile. Tale limite non soltanto potrà inficiare la risoluzione della problematica, ma anche portare all’insorgenza di pericolose recidive.

Terapia non chirurgica della parodontite

I centri odontoiatrici partner del marchio IMI-EDN sono il punto di riferimento nel trattamento minimamente invasivo della malattia parodontale con il protocollo PERIOBLAST™, basato su analisi microbiologiche, laser e microscopio operatorio. Questo particolare approccio diagnostico affianca sofisticate analisi di biologia molecolare alla tradizionale diagnosi clinica e radiografica. È possibile in questo modo impostare un’efficace terapia parodontale personalizzata basata su dati oggettivi provenienti dal laboratorio.

I vantaggi del protocollo PERIOBLAST™ per la cura della parodontite sono numerosi e immediatamente percepibili: il medico procederà all’esecuzione dell’intera sequenza terapeutica al microscopio, decontaminando profondamente le tasche parodontali e riducendo o addirittura eliminando sanguinamento e infiammazione.

I risultati ottenuti saranno validati in modo sistematico grazie a opportuno test microbiologico pre e post-operatorio. Inoltre, il mantenimento dei risultati è possibile ed efficace grazie al trattamento semplice e immediato delle recidive.

PERIOBLAST™: la nuova frontiera nel trattamento della malattia parodontale

La malattia parodontale (parodontite) o più comunemente piorrea è una patologia del parodonto, ovvero dell’organo di sostegno dei denti costituito da osso alveolare, cemento radicolare, legamento parodontale e gengiva.

La causa della malattia è di natura batterica, anche se, nell’ambito dei casi di parodontite, è possibile riscontrare, a seconda delle situazioni, differenti concause che, da sole, non sono in grado di provocare la parodontite, ma possono però favorire l’insorgenza dell’infezione parodontale (ad esempio abitudine al fumo, cattiva alimentazione, squilibri ormonali, patologie sistemiche, ecc.). Spesso, i sintomi associabili alla parodontite (sanguinamento delle gengive, alitosi, sensibilità al caldo e/o al freddo, mobilità dei denti, spostamento degli elementi) non vengono riconosciuti come campanelli di allarme ma piuttosto come stati di infiammazione indipendenti.

Bisogna sfatare il mito che il sanguinamento gengivale durante lo spazzolamento dei denti sia innocuo e quasi naturale: al contrario, gengive che sanguinano sono sempre ed inequivocabilmente segno di infezione parodontale attiva, anche se magari di entità ancora lieve.

Grazie all’innovativo protocollo PERIOBLAST™ basato sull’uso sistematico e combinato del microscopio operatorio e del laser, è spesso possibile curare la parodontite senza ricorrere alla chirurgia. Il microscopio consente il trattamento meccanico delle radici evitando l’apertura chirurgica delle gengive, il laser permette di eliminare i batteri patogeni anche dalle zone non raggiungibili con i farmaci.

È possibile guarire dalla parodontite?

La possibilità di guarigione definitiva dalla malattia parodontale dovrà sempre essere valutata dall’Odontoiatra in funzione delle caratteristiche individuali del paziente e, soprattutto, della progressione della condizione.

Il protocollo di cura biologicamente guidato disponibile presso gli studi dentistici partner del marchio IMI-EDN incrementa in modo significativo la possibilità che la parodontite venga trattata alla radice e riduce sensibilmente l’insorgenza di recidive.

Quanto costa curare la parodontite?

Il costo per il protocollo di cura della malattia parodontale è variabile in funzione di una molteplicità di fattori, primi tra i quali la tipologia di trattamento, il numero di sedute previste e la gravità della patologia. Anche la fase diagnostica andrebbe sempre considerata estremamente importante, poiché rappresenta il primo e fondamentale passo per valutare la modalità di intervento più adeguata a ogni paziente.

Gli studi dentistici partner del marchio IMI-EDN si avvalgono di sofisticate tecnologie non soltanto per la diagnosi e il trattamento della parodontite ma anche per la fase di follow-up.

Oltre alle più avanzate apparecchiature, il paziente potrà quindi beneficiare anche di strumentazioni quali la Tomografia Assiale Computerizzata e lo status endorale completo e di innovative tecnologie applicate alla biologia molecolare, che permettono di ottenere dati precisi e accurati relativamente alla flora batterica presente nelle tasche parodontali e alla qualità della risposta immunitaria e infiammatoria modulata dall’espressione genica di ogni singolo paziente. Questo approccio innovativo permette di definire protocolli di cura biologicamente guidati, ossia stilati sulle specifiche caratteristiche della persona.

In funzione di tutte queste variabili, il check-up preliminare presso uno degli studi dentistici presenti in tutta Italia rappresenta il primo passo per ottenere informazioni dettagliate in merito al costo per il trattamento della parodontite.

Domande frequenti sulla Parodontite

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