Microscopio operatorio

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Microscopio operatorio

La vera rivoluzione tecnologica in campo odontoiatrico consiste nell’utilizzo del microscopio in fase operatoria. Questo strumento ci permette di osservare dettagli fondamentali e angolazioni che sfuggono alla semplice vista a occhio nudo.
Negli altri settori medici il microscopio ha preso campo per la necessità di lavorare in strutture piccole e di difficile illuminazione, permettendo un salto qualitativo prima inimmaginabile in Oculistica, Neurochirurgia, Otorinolaringoiatria e Chirurgia Vascolare.

Il microscopio operatorio in Odontoiatria

Il microscopio operatorio è stato introdotto in Odontoiatria a partire dall’inizio degli anni Ottanta. Tuttavia si trattava di un antenato dei moderni microscopi e, in generale, di uno strumento troppo ingombrante e scomodo con cui lavorare. I moderni microscopi operatori utilizzati nei centri odontoiatrici IMI-EDN sono invece pensati esclusivamente per l’utilizzo in campo dentistico e assicurano ai medici maggiore precisione nei trattamenti terapeutici.
Ancora oggi, il microscopio è diffuso in Odontoiatria quasi esclusivamente per l’utilizzo nelle terapie endodontiche. Al contrario, in IMI-EDN è uno strumento di uso comune, indispensabile per raggiungere gli elevati livelli di eccellenza che ci permettono di assicurare ai nostri pazienti gli altissimi standard qualitativi che meritano.

Come interviene il microscopio operatorio

Il microscopio operatorio, oltre a permettere una visione migliore grazie alle varie scale di ingrandimenti, assicura anche una luminosità diretta e più forte che non è possibile replicare con le comuni lampade del riunito odontoiatrico. Queste qualità del microscopio operatorio lo rendono uno strumento fondamentale sin dalla fase diagnostica, ad esempio per poter intercettare in tempo le carie iniziali o microfratture del dente.
In Parodontologia il microscopio operatorio permette di pulire in profondità le tasche parodontali ed eliminare i batteri che vi si annidano, evitando il più delle volte di dover ricorrere alla chirurgia. In Endodonzia assicura una visibilità migliore dei canali da pulire e infine, in ConservativaProtesi Chirurgia rende possibile lavori più precisi, accurati e di qualità più elevata.
Oltre a rendere gli interventi meno invasivi grazie alla sua grande precisione, l’utilizzo del microscopio operatorio assicura sia al paziente che al medico una posizione più ergonomica dal punto di vista posturale, rendendo interventi lunghi come quelli chirurgici più confortevoli e meno faticosi per entrambi.
Infine, il segnale del microscopio operatorio nelle centri odontoiatrici IMI-EDN viene proiettato su schermi affissi al muro davanti al paziente: in questo modo il paziente potrà seguire passo passo i trattamenti odontoiatrici e capire cosa sta succedendo all’interno della sua bocca. Al contempo, anche gli assistenti dentali disporranno della medesima visibilità del medico odontoiatra e potranno dunque assisterlo più efficacemente nelle terapie.
L’attuale trend suggerisce l’adozione di sistemi d’ingrandimento, nei quali il microscopio operatorio rappresenta il gold standard. Nei centri IMI-EDN il microscopio è utilizzato per tutte le terapie: dalla cura della piorrea all’endodonzia, dall’estetica all’implantologia.

Malattia Parodontale

Test di autovalutazione

Test di autovalutazione

I vantaggi del microscopio operatorio in Odontoiatria

L’uso di tecnologie odontoiatriche avanzate è frutto di ricerche e investimenti che IMI – EDN porta avanti da anni, con l’obiettivo ultimo di garantire ai pazienti migliori cure, con tempi più brevi e risultati migliori.
In particolare, nella terapia parodontale l’utilizzo del sistema d’ingrandimento è associato ai seguenti vantaggi:

  • Maggiore precisione: si eseguono incisioni e manovre più precise e meno traumatiche; è possibile suturare con aghi e diametri di filo minori ottenendo minore trauma sui tessuti e decorsi post-operatori più rapidi e meno dolorosi.
  • Migliore visibilità della radice e dell’eventuale difetto intraosseo qualora si sia in terapia chirurgica.
  • Diminuzione della morbidità per il paziente: minore è l’estensione delle incisioni di una ferita, migliore è il decorso postoperatorio del paziente in termini di risposta infiammatoria sostenuta da edema e dolore localizzato.
  • Diminuzione dei tempi di esecuzione della terapia: una terapia meno invasiva si associa ad una riduzione dei tempi terapeutici.
  • Processo di guarigione più rapido: la riduzione dell’invasività della procedura favorisce un modello di guarigione più rapido.
  • Creazione di una ferita stabile che migliori i processi di guarigione: una ferita molto stabile ha una funzione protettiva del coagulo e favorisce i processi rigenerativi/riparativi; in chirurgia rigenerativa la mininvasività migliora il trend della performance clinica in termini di guadagno di attacco.

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