Impianti dentali e vitamina D: come avere valori ottimali

Che la vitamina D sia fortemente interconnessa a condizioni di benessere dell’apparato muscolo-scheletrico, delle ossa e del sistema immunitario è ormai comprovato. Tuttavia, anche chi si trova a dover utilizzare impianti dentali dovrà fare in modo di mantenere ottimali i valori di questo importante gruppo di ormoni, perché fondamentali per una corretta osteointegrazione.

Sono infatti numerosi i fattori che contribuiscono al successo di un intervento di implantologia: i più importanti includono la qualità e quantità dell’osso disponibile e le condizioni di salute generale del paziente.

Direttamente connesse a queste ultime sono l’alimentazione e le abitudini quotidiane, le quali influiscono a loro volta sulla capacità dell’organismo di assorbire regolarmente vitamina D.

Come è noto, quest’ultima viene assimilata dal nostro corpo attraverso due modalità fondamentali:

  1. Per l’80% con l’esposizione solare, che deve essere regolare e colpire direttamente la pelle per almeno trenta minuti al giorno (si suggerisce quantomeno di lasciare scoperti viso e braccia, e di non esagerare con l’applicazione di creme solari ad alta protezione che potrebbero invalidare l’assorbimento della vitamina D da parte dell’epidermide).
  2. Per il restante 20% con l’alimentazione, attraverso l’assunzione regolare di cibi contenenti vitamina D come pesce grasso, olio di fegato di merluzzo, ostriche, gamberi, formaggi grassi, burro, uova, carne di fegato e alimenti vegetariani o vegani fortificati (latte di soia, farine, carni vegetali, cereali).

Ferme restando queste regole di base, in alcuni casi particolari categorie di pazienti dovranno poter assumere opportuni integratori.

Si tratta nello specifico di persone che, a causa di patologie di varia natura (ad esempio malattie infiammatorie croniche intestinali) o dell’assunzione di determinati farmaci presentano difficoltà ad assorbire la vitamina D con la dieta; neonati e infanti; persone oltre i settant’anni di età; donne in menopausa; soggetti obesi.

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Il legame tra vitamina D e altri micronutrienti e impianti dentali

La correlazione tra il successo degli interventi di impianti dentali e buona alimentazione è molto forte. La ragione è legata al fatto che sono svariati i micronutrienti che possono influenzare il processo di osteointegrazione, e dunque hanno un effetto positivo sui parametri dell’osseo alveolare e sui tempi di guarigione e recupero dell’alveolo nel caso di  estrazione dentale.

Il primo micronutriente fondamentale in questo senso è proprio la vitamina D, seguito da magnesio, vitamina C, resveratrolo, calcio, potassio e zinco.

Più in dettaglio, la vitamina D ha il ruolo di modulare il calcio e il fosfato e favorisce la crescita, la mineralizzazione e il corretto mantenimento di denti e ossa.

Per quanto riguarda invece gli altri micronutrienti, è comprovato che:

  • Il calcio contribuisca a mantenere la salute di ossa e denti
  • Il magnesio sia essenziale nella conversione della vitamina D nella sua forma attiva e per l’assorbimento del calcio
  • La vitamina C contribuisca alla normale funzione di denti e ossa
  • Il resveratrolo sia un fenolo con effetti antinfiammatori e antiossidanti
  • Il potassio mantenga l’equilibrio acido-base e contribuisca al benessere dell’apparato osteoscheletrico
  • Lo zinco stimoli la proliferazione, la differenziazione e la mineralizzazione degli osteoblasti

Il dosaggio di vitamina D in caso di impianti dentali

Qual è il dosaggio di vitamina D da mantenere nel caso di un intervento di implantologia dentale?

Ferma restando la necessità di sottoporsi regolarmente a controlli dei parametri di questo ormone nell’ambito dei comuni esami del sangue, e di mantenere tutte le buone abitudini che possono contribuire al suo corretto assorbimento e mantenimento (esposizione regolare al sole e alimentazione adeguata con eventuale integrazione), le unità internazionali di vitamina D al giorno dovrebbero oscillare tra le 1000 e 2000.

Al fine di stabilire il corretto apporto di vitamina D per il singolo paziente, si consiglia un controllo del parametro almeno tre mesi prima dell’intervento di implantologia dentale così da avere tempo e modo di stabilizzare livelli ematici eventualmente inadeguati.

Puoi metterti in contatto con gli specialisti dei centri odontoiatrici IMI-EDN che, come parte del normale iter diagnostico, conducono anche specifiche analisi microbiologiche e genetiche che includono anche la misurazione di vitamina D e Paratormone.

Si tratta di due ormoni il cui funzionamento è fortemente interconnesso: una carenza di vitamina D porta infatti a un aumento del PTH, con conseguente assorbimento di calcio dalle ossa e progressiva demineralizzazione ossea. Ti aspettiamo nei nostri centri per un checkup di controllo.

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