Quali sono i disturbi che possono colpire le gengive, le loro cause, come prendersene cura e come fare prevenzione

Cos’è e come è fatta la gengiva

La gengiva è la parte di mucosa masticatoria che ricopre l’osso e circonda il colletto degli elementi dentali, ed è diversa per ognuno di noi.

In direzione della corona, la gengiva appare rosso corallo e termina con il margine gengivale libero, che ha un contorno festonato. In direzione dell’apice la gengiva continua con la mucosa alveolare, che è di colore rosso più scuro, da cui è separata per mezzo di una linea di confine facilmente riconoscibile: la linea mucogengivale.

La gengiva può essere differenziata in due parti: gengiva libera e gengiva aderente.

La gengiva libera è di colore rosa corallo, ha superficie opaca e consistenza compatta.

La gengiva aderente è delimitata in direzione apicale dalla giunzione mucogengivale, dove continua con la mucosa alveolare.

Coronalmente si continua invece con la gengiva libera: essa ha consistenza compatta, è di colore rosa corallo e presenta spesso piccole depressioni che rendono la sua superficie punteggiata, quasi di aspetto a “buccia d’arancia”.

Gengivite e parodontite: affezioni tipiche delle gengive

Le gengive posso essere sedi di numerose manifestazioni cliniche, come vedremo nella trattazione sottostante, ma la più comune affezione di questo sito è sicuramente la gengivite e poi la parodontite.

La maggior parte delle forme di malattia parodontale è rappresentata da disturbi associati alla placca batterica. Tali affezioni iniziano come infiammazione della gengiva marginale: la gengivite, da questo punto di vista, si può considerare la risposta infiammatoria cronica all’accumulo del biofilm sopragengivale.

La gengiva sana non presenta placca: sono invece presenti pochi globuli bianchi, proprio ad indicare lo status di salute. Con l’accumulo di placca si produce una retrazione dell’epitelio giunzionale, che nella gengiva sana non era retratto: ciò significa che la composizione batterica sta cambiando anche se ancora sono prevalenti batteri Gram+ e aerobi.

Nello stadio finale della gengivite, quella stabilizzata, la popolazione batterica è mutata, arricchendosi di Gram-, e vi è inoltre un infiltrato infiammatorio di tipo linfocitario.

Ognuna di queste alterazioni è sempre reversibile, poiché non produce perdita di attacco e per questo una gengivite trattata nel modo corretto porta sempre a guarigione completa. Se però queste situazioni non vengono intercettate, l’accumulo di batteri continua e compare la parodontite, causata sia da un danno diretto provocato dai batteri che da un danno indiretto prodotto dalla risposta infiammatoria cronica.

Per questo è molto importante avere una igiene orale domiciliare molto accurata, che comprenda l’utilizzo del filo interdentale. In questo modo è infatti possibile eliminare quanti più residui di placca. È inoltre altamente consigliata una seduta di igiene professionale almeno una volta ogni 6 mesi.

La recessione delle gengive

La recessione delle gengive è uno spostamento del margine gengivale, apicalmente alla giunzione smalto-cemento. È caratterizzata da una perdita di tessuto gengivale, attacco connettivale e talvolta osso crestale.

La recessione gengivale coincide con un allungamento della corona clinica del dente e determina una condizione anatomica di esposizione della radice all’ambiente orale circostante: ciò costituisce non solo un inconveniente estetico, ma determina quasi sempre un problema di sensibilità agli stimoli termici e una possibile predisposizione alla carie radicolare.

L’eziologia della recessione gengivale è multifattoriale e lo spazzolamento errato dei denti è da considerarsi la principale causa dello sviluppo delle recessioni, soprattutto negli individui che presentano una buona igiene orale. Non sono da sottovalutare, tuttavia, diescenze dell’osso alveolare, inserzioni muscolari alte o trazioni da frenuli, placca e tartaro e fattori iatrogeni correlati alle tecniche parodontali e ricostruttive.

Gengivite e malattie autoimmuni

Molte patologie sistemiche, infezioni virali e batteriche o malattie autoimmunitarie possono avere manifestazioni cliniche a livello gengivale. Di certo queste non rappresentano la maggioranza delle alterazioni riscontrabili in questa sede, dove abbiamo già detto che la gengivite è la patologia più comune, ma è importante sapere che esistono:

  • L’Herpes simplex può avere manifestazioni a livello gengivale che si presentano come grappoli di piccole bolle che diventano subito erosioni
  • La Tubercolosi può avere una manifestazione gengivale di tipo nodulare che erode facilmente
  • La candidosi e le micosi profonde
  • La sindrome di Behcet, malattia multisistemica complessa che può colpire ogni organo ma anche le gengive con una vasculite trombotica autoimmunitaria da immunocomplessi, cui segue una necrosi ischemica del tessuto colpito
  • La psoriasi, malattia infiammatoria cronica della cute, che nelle forme conclamate può presentare placche orali simil-leucoplasiche con coinvolgimento gengivale sotto forma di gengivite desquamativa
  • La malattia da depositi di igA lineari, malattia autoimmune che si presenta con bolle che evolvono in erosioni e possono colpire tutta la mucosa orale, frequentemente le gengive
  • La Granulomatosi di Wegner, vasculite autoimmunitaria che può provocare tumefazioni gengivali rilevate di colorito rosso intenso
  • La Leucemia, neoplasia delle cellule bianche del sangue, può nel 30% dei casi presentare come primo segno clinico un aumento di volume repentino della gengiva aderente. Le gengive appaiono rosso intenso/viola
  • Alcune neoplasie, soprattutto carcinoma a cellule squamose, possono avere anche localizzazione gengivale anche se va ricordato che tra le sedi del cavo orale questa non è quella di elezione

Ipertrofia della gengiva

Un’altra alterazione della gengiva è l’ipertrofia, che si manifesta come un aumento del volume dei tessuti gengivali.

L’ipertrofia gengivale può essere una conseguenza di alterazioni ormonali e quindi verificarsi per esempio in corso di gravidanza, essere legata all’assunzione di alcuni farmaci (antiepilettici, calcio antagonisti, immunosoppressori) o infine associata a irritazione cronica, ad esempio in caso di protesi removibili.

Le gengive possono apparire di un colore diverso in alcune zone (pigmentazioni) con macchie che vanno dal marrone al nero in associazione all’assunzione ripetuta di alcune sostanze (vino, caffe, tabacco, alcuni framaci) o all’esposizione con alcuni metalli (piombo, bismuto, mercurio).

Per molte di queste alterazioni le lesioni gengivali sono solo una delle manifestazioni cliniche della malattia: occorre pertanto a curare il disturbo centrale per poter osservare un miglioramento anche a livello orale.

Nel caso invece della gengivite e nelle recessioni gengivali, che invece sono patologie che nascono dalle gengive, è importante adottare un approccio corretto a livello orale al fine di evitare un aggravamento della patologia stessa ed effettuare prevenzione in modo da non permettere, ove possibile, l’istaurarsi della patologia stessa. Per questo motivo è importante fissare visite di routine dal dentista, in modo che lui stesso possa identificare queste condizioni e proporre i rimedi corretti.