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Cos’è la malattia parodontale?
Conosciuta anche con il nome di parodontite o piorrea, la malattia parodontale è una patologia multifattoriale che colpisce i tessuti di sostegno del dente, chiamati “parodonto” e composti da osso, cemento radicolare, legamento parodontale e gengiva. Si tratta di un’infezione batterica e virale che causa un’infiammazione cronica e che, nel suo stadio più avanzato o a seguito di un trattamento inadeguato, può provocare la caduta degli elementi dentali colpiti. La parodontite colpisce 6 italiani su 10 e, in molti casi, rimane non diagnosticata o non correttamente trattata
La parodontite può colpire anche individui giovani?
Sì. La parodontite aggressiva giovanile può colpire anche individui di età tra i 18 e i 20 anni o addirittura gli adolescenti. Si caratterizza anch’essa per la presenza di tasche parodontali prodotte a seguito della formazione di un’infezione severa a livello del legamento parodontale. A causa dell’accumulo di placca e tartaro, la parodontite aggressiva giovanile si autoalimenta, trasformandosi in cronica. Purtroppo, questa patologia viene spesso diagnosticata tardivamente, al sopraggiungere di sintomi ormai severi per il paziente
La parodontite può colpire anche persone che indossano protesi o impianti?
Sì. In questo caso, si parla tuttavia di perimplantite, ossia di un’infezione cronica causata nuovamente dai batteri parodontali che colpisce, attraverso cambiamenti infiammatori localizzati, i tessuti che circondano gli impianti dentali o le protesi. Attualmente, è proprio la perimplantite ad essere la causa più comune della perdita degli impianti. I sintomi di questa patologia sono in tutto e per tutto simili a quelli della classica parodontite: sanguinamento gengivale, suppurazione, dolore alla percussione, cambiamenti di colore nella gengiva nella zona attorno all’impianto e profondità di sondaggio parodontale patologica.
È possibile trattare persone che hanno perso elementi dentali a causa della parodontite?
Sì, è possibile. Nei casi più gravi, la malattia parodontale progredisce fino a causare la perdita di uno o più denti colpiti, alterando inevitabilmente l’aspetto del sorriso perché gli elementi dentali rimasti si spostano, e la gengiva si ritira esponendo la radice. Una volta trattata la malattia parodontale, è comunque possibile intervenire anche sul recupero estetico del paziente. Il trattamento estetico dei pazienti parodontali ha l’obiettivo di ricreare il corretto allineamento dei denti e il profilo naturale della gengiva in modo che questa ricopra completamente la radice del dente e riempia lo spazio tra un dente e l’altro al di sotto del punto di contatto. La corretta modalità di intervento dovrà essere stabilita in funzione della diagnosi individuale, nonché ovviamente del numero e della posizione degli elementi dentali persi.
È possibile recuperare esteticamente un sorriso danneggiato dalla parodontite?
Sì, attraverso la procedura a cui accenniamo nella risposta precedente. Nei centri IMI-EDN, utilizziamo frequentemente una tecnica innovativa che comporta l’ausilio di fibra adesiva e veneers (faccette dentali). Una volte eliminata la parodontite e ripristinata la stabilità dei denti il paziente parodontale può riacquistare l’aspetto sano e naturale del sorriso in modo estremamente conservativo e con un solo appuntamento.
Quali altre patologie sono connesse alla parodontite o possono aggravarla?
La malattia parodontale costituisce certamente un fattore di rischio per il sopraggiungere e l’aggravarsi di importanti patologie sistemiche, come malattie respiratorie, cardiovascolari, contaminazione batterica valvolare e placche ateromatose. È ad oggi dimostrata l’esistenza di un legame bidirezionale tra parodontite e diabete mellito, ma si stima che siano oltre un centinaio le patologie che hanno correlazione con la malattia parodontale. Tra queste, vale la pena citare malattie arteriosclerotiche, cardiovascolari, ictus, infezioni respiratorie, cancro al pancreas, diabete e problemi nutrizionali, parti pretermine, disfunzione erettile, osteoporosi e infertilità soprattutto femminile.
In che modo l’approccio di IMI-EDN per il trattamento della parodontite è diverso da quello tradizionale?
Diversamente da altri centri, IMI-EDN utilizza per il trattamento della parodontite un protocollo basato su una terapia non chirurgica che impiega l’utilizzo combinato di microscopio operatorio laser ad alta potenza e diagnostica biomolecolare. Usato durante le sedute di terapia meccanica, il primo permette di levigare le radici dei denti anche in profondità nelle tasche parodontali, senza ricorrere alla chirurgia, mentre il laser consente l’eliminazione dei batteri patogeni annidati in zone profonde e non raggiungibili dai farmaci. La terapia tradizionale per il trattamento della parodontite, che è essenzialmente chirurgica, non è invece sempre in grado di eliminare questi microrganismi in modo radicale.
Cos’è PERIOBLAST™?
PERIOBLAST™ è l’innovativo protocollo utilizzato da IMI-EDN per il trattamento della malattia parodontale. Si tratta di un approccio non chirurgico e minimamente invasivo messo a punto dal dottor Francesco Martelli in oltre trent’anni di studio e carriera. PERIOBLAST™ si basa sulla terapia risolutiva delle patologie parodontali attraverso una metodologia tecnologicamente avanzata, non chirurgica e non dolorosa per il paziente che vi si sottopone, che prevede l’utilizzo sistematico e combinato di diagnostica biomolecolare, microscopio operatorio e del laser. In questo modo, è possibile trattare la parodontite senza ricorrere alla chirurgia tradizionale che, purtroppo, quasi mai riesce a garantire un’effettiva risoluzione della patologia e delle sue recidive.
È possibile trattare la parodontite in una donna incinta?
Sì, ed è fondamentale farlo. È infatti importante sottolineare che le donne in gravidanza dovrebbero prestare particolare attenzione alla salute del proprio cavo orale, perché la loro condizione incrementa la probabilità di sviluppare patologie che potrebbero generare problemi sia al bambino che alla futura mamma. Nei corsi dei nove mesi d’attesa è infatti stata riscontrata da diversi studi scientifici un’impennata considerevole di malattie odontostomatologiche, inclusa la parodontite. Ciò accade a causa dell’aumento della circolazione sanguigna che, sebbene utile per lo sviluppo del feto, può causare un incremento della vasodilatazione portando gonfiore e irritazione gengivale. Non solo: anche gli sbalzi ormonali tipici della gravidanza, in particolare causati dai progestinici, sono connessi a queste problematiche perché influenzano e indeboliscono il sistema immunitario, generando in alcuni casi parodontite o gengivite gravidica.
I bambini possono soffrire di parodontite?
Sì, seppure in casi molto rari. Per questa ragione è essenziale che anche i bambini molto piccoli vengano sottoposti a sedute di controllo e pulizia periodiche presso un odontoiatra di fiducia e che apprendano il prima possibile le corrette pratiche di igiene orale domiciliare.
La malattia parodontale è contagiosa?
No, pur essendo una patologia infettiva di origine batterica, la malattia parodontale non è contagiosa. Questo significa che è possibile utilizzare posate e bicchieri di una persona affetta da parodontite senza timore di ammalarsi.
La terapia della parodontite con il laser è affidabile?
Sì, il protocollo PERIOBLAST™ attuato presso i centri IMI-EDN è affidabile. È inoltre particolarmente vantaggioso per il paziente per gli innegabili benefici che garantisce: elimina immediatamente il sanguinamento gengivale, riduce o abbatte la mobilità dentale, chiude le tasche parodontali, rigenera tessuti come osso e legamenti, elimina i disagi fisici e psicologici dovuti al tradizionale intervento chirurgico, consente una più facile risoluzione delle recidive e una migliore gestione delle forme più refrattarie o aggressive di parodontite (come quella giovanile). PERIOBLAST™ assicura inoltre una maggiore probabilità di successo.
Come è possibile accorgersi di aver contratto la parodontite?
La maggior parte dei pazienti si accorge di aver contratto la parodontite soltanto al manifestarsi dei suoi sintomi più noti: sanguinamento delle gengive anche in assenza di cause apparenti, alitosi persistente, ritrazione delle gengive fino a scoprire la radice del dente, dolore a carico delle gengive, mobilità dei denti e sensibilità diffusa al caldo o al freddo. Nessuno di questi sintomi dovrebbe mai essere sottovalutato, perché potrebbe generare un aggravamento della patologia e portare dunque a uno stadio più avanzato della parodontite che, lo ricordiamo, nella sua fase finale produce la caduta degli elementi dentali colpiti.
Esistono forme di malattia parodontale che non rispondono alle terapie?
Esistono certamente forme di parodontite molto aggressiva o particolarmente refrattaria alle terapie. Nei centri IMI-EDN, riteniamo comunque che il protocollo PERIOBLAST™ messo a punto dal dottor Francesco Martelli possa rivelarsi efficace anche in queste casistiche
Quanto dura mediamente un percorso di guarigione dalla parodontite?
Il percorso terapeutico per la guarigione della parodontite nelle cliniche IMI EDN è strettamente personalizzato e legato alle diverse esigenze di ogni paziente. Ecco perchè inizia sempre con un’approfondita prima visita durante la quale vengono raccolti e studiati in maniera minuziosa l’anamnesi, lo stile di vita e le abitudini dei pazienti.
Durante la visita specialistica il medico parodontologo spiegherà anche tutte le analisi che andranno fatte, l’importanza che rivestono e come si svolgerà tutta la terapia dall’inizio alla fine. Il momento della prima visita è cruciale, affinchè il medico possa veicolare al paziente tutte le informazioni necessarie a rassicurarlo ed a completare l’iter terapeutico: l’approccio attivo del paziente alle proprio abitudini (migliorare l’igiene orale, attenzione all’alimentazione e agli stili di vita) può infatti fare la differenza nella cura della parodontite.
Il secondo passo della terapia parodontale, se il paziente decide di procedere, è quello della diagnostica (rigorosamente indolore e non invasiva) genetica, microbiologica ed enzimatica, per capire il grado di infiammazione dei tessuti parodontali e la risposta del sistema immunitario alla malattia. Gli esami verranno inviati ad un laboratorio esterno e, una volta che il medico vedrà i risultati, potrà sviluppare un vero e proprio piano di cura con preventivo economico.
Come abbiamo detto sopra ogni piano di cura è personalizzato, ma, per dare delle indicazioni di massima, una parodontite cronica non troppo grave può essere risolta con 1-2 sedute di ablazioni meccaniche al microscopio e 4-5 sedute di laser ad alta potenza.
Le sedute di detrartasi al microscopio vengono solitamente erogate all’inizio della cura della parodonttie e, in condizioni di discreta igiene orale domiciliare, hanno la durata di circa un’ora per tutta la bocca, mentre quelle di laser di circa 3 ore (è ovviamente possibile , a seconda delle esigenze del paziente, fermarsi e rilassarsi un attimo o addirittura spezzarle in più sedute, ad esempio arcata inferiore e arcata superiore).
Non è necessario rispettare una cadenza periodica rigida per gli appuntamenti, ci si può accordare con il proprio medico in base al quadro clinico e alle esigenze personali, l’ideale sarebbe però sottoporsi alle sedute ogni 3-4 giorni, in modo da non lasciare il tempo ai batteri rimanenti di aumentare nuovamente ma, allo stesso tempo, di lasciare il tempo ai tessuti parodontali di rigenerarsi grazie all’azione biostimolante del laser. Una volta terminato con laser e ablazioni meccaniche al microscopio il medico ripeterà le analisi microbiologiche per essere certi di aver eliminato la carica batterica, ma, a questo punto, il paziente noterà già miglioramenti oggettivi come la cessazione del sanguinamento e del fastidio gengivale, l’assenza della sensibilità al caldo ed al freddo e la scomparsa dell’alitosi.
Una volta eliminata la parodontite e ripristinato l’equilibrio della microflora del cavo orale, il medico si accorderà con il paziente per un adeguato piano di mantenimento, in modo da evitare recidive e ricadute.
Solitamente il follow up consiste in 2-3 sedute di igiene al microscopio all’anno e ripetizione annuale del test microbiologico per valutare la carica batterica dei patogeni parodontali.
Qual è il ruolo della vitamina D nella terapia parodontale?
La vitamina D gioca un ruolo cruciale per la salute di ossa e denti ed è dunque essenziale che il paziente parodontale non presenti forme di ipovitaminosi o deficienza relativamente a questo gruppo di pro-ormoni liposolubili. L’importanza della vitamina D nella malattia parodontale è tale che, nell’ambito delle sofisticate analisi di biologia molecolare utilizzate in fase diagnostica dai centri IMI-EDN, l’esame del recettore della vitamina D venga trattato con particolare attenzione, dal momento che i denti alloggiano nell’osso mandibolare. Tale analisi può infatti segnalare allo specialista il possibile manifestarsi di osteopenia o di osteoporosi.
Quanto costa mediamente la terapia parodontale?
Come abbiamo ribadito, nell’ambito dell’approccio di medicina personalizzata scelto da IMI EDN, è impossibile generalizzare, tuttavia per dare un’indicazione economica possiamo dire che la terapia per la cura di una parodonttie di media entità possa costare sui 4.000 euro. In questa stima di massima sono compresi i costi della diagnostica, delle analisi iniziali e finali, delle ablazioni meccaniche e dei laser.
Perché nei centri IMI-EDN è necessario sottoporsi a tutti quegli esami diagnostici?
L’evoluto approccio diagnostico per il trattamento della malattia parodontale cui i pazienti si sottopongono presso i nostri centri è essenziale per impostare un’efficace terapia parodontale personalizzata basata su dati oggettivi provenienti dai nostri laboratori. In particolare, il protocollo PERIOBLAST™ da noi utilizzato si concentra su un test microbiologico e su un test di rischio della malattia parodontale, entrambi assolutamente indolori e non invasivi per il paziente. Vengono inoltre condotte altre indagini diagnostiche come il test enzimatico, i ltest della vitamina d, il sondaggio parodontale, lo status radiografico e la tomografia computerizzata cone beam (CBCT). Tutti i dati diagnostici di ciascun paziente sono raccolti in una “cartella parodontale” dedicata, che viene costantemente aggiornata e che include tutte le informazioni fondamentali per una terapia studiata su misura, e dunque più efficace.
Quali altri trattamenti odontoiatrici possono essere erogati presso i cen
Presso i centri IMI-EDN i pazienti trovano supporto assoluto per una quantità di terapie odontoiatriche, non soltanto per la gestione della malattia parodontale: implantologia, odontoiatria, trattamento della perimplantite, recupero estetico, odontoiatria conservativa, endodonzia, terapie ortodontiche, chirurgia odonto-stomatologica, gestione dei disturbi cranio-mandibolari, trattamenti di igiene orale professionale, progettazione e realizzazione di sistemi protesici rapidi, gestione delle problematiche legate ai denti del giudizio.
Come avviene la gestione dei pazienti fobici nei centri IMI-EDN?
Può accadere di trattare pazienti fobici o particolarmente ansiosi e spaventati dai trattamenti dentistici. In tutti questi casi, la preparazione del nostro personale e l’approccio minimamente invasivo delle nostre procedure ci permettono di gestire al meglio anche i casi più difficili. Le tecniche microinvasive, l’utilizzo del laser ad alta potenza e, soprattutto, del microscopio operatorio, consentono ai medici di intervenire riducendo al minimo i traumi. Molti pazienti hanno superato la loro fobia del dentista proprio affidandosi ai centri IMI-EDN.
Cosa sono i sistemi protesici rapidi?
I sistemi protesici rapidi CAD CAM rappresentano una delle più recenti evoluzioni in ambito odontoiatrico, e consistono nella realizzazione in tempi molto rapidi di manufatti protesici, tra cui corone realizzate integralmente in ceramica (corone metal free), corone in zirconio, faccette e intarsi prodotti sia in composito che in ceramica. Grazie alla digitalizzazione e all’automatizzazione di tutte le procedure, realizzare le protesi è ora molto più veloce, semplice ed economico, sia per il paziente che per i medici. I sistemi protesici rapidi possono essere eseguiti anche in giornata grazie al supporto di tecnologie a controllo numerico come stampanti 3D e fresatori che, utilizzate contestualmente al microscopio operatorio, lavorano con una precisione che scende al di sotto dei 10 micron. Inoltre, se la protesi dovesse per qualsiasi ragione danneggiarsi, grazie a questo processo di automatizzazione sarà possibile realizzarne velocemente un’altra con tempi e costi molto bassi.
Quali protocolli di sicurezza sono eseguiti nei centri IMI-EDN?
Fin dalla sua fondazione, IMI-EDN presta particolare attenzione all’aspetto dell’igiene e della sterilizzazione dei suoi ambienti. Al fine di eliminare qualunque rischio di infezione crociata, i nostri centri adottano un’ampia serie di precauzioni che garantiscono la massima sicurezza sia per i pazienti che per gli operatori: i primi vengono protetti con l’ausilio di copriscarpe e gel antisettico per le mani; i secondi utilizzano sempre dispositivi di protezione individuale come guanti, mascherine monouso e occhiali. Gli ambienti sono tutelati con l’impiego di pellicole di polietilene monouso per rivestire manipoli e maniglie, teli sterili, cuffie per capelli e altri adeguati sistemi di isolamento. Per quanto riguarda invece le aree ad alto rischio di infezione, ossia le sale operatorie, esse vengono disinfettate regolarmente al termine di ogni intervento chirurgico. Gli strumenti e le pellicole monouso vengono sostituite e i gli strumenti e le attrezzature vengono sottoposti a un rigido programma di sterilizzazione. I centri IMI-EDN utilizzano inoltre speciali lampade a tecnologia combinata ozono + luce UV con effetto germicida ad alta potenza per eliminare ulteriormente qualunque rischio di infezioni crociate. Va infine specificato che l’impiego costante del microscopio operatorio per tutti gli interventi permette di mantenere una distanza di sicurezza tra il volto del paziente e quello dello specialista.

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