Dottor Giovanni Iuorio

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Il Dr. Giovanni Iuorio, nato a Napoli il 21 giugno 1965, dopo aver conseguito nel 1983 la maturità classica con il massimo dei voti (60/60), si iscrisse nello stesso anno al Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria della Ia Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli. Qui ha condotto un brillante percorso formativo completando i 38 esami previsti dal piano di studi con una sessione di anticipo e con il massimo dei voti in tutte le discipline sia del biennio medico che del triennio specialistico ( all 1).
Dal 1987 frequentò ,in qualità di “Studente interno” , la cattedra di Parodontologia dell’Istituto di Clinica Odontoiatrica e Stomatologica per portare avanti e compilare  la tesi di Laurea sperimentale dal titolo: “Diagnosi differenziale nelle parodontiti: analisi microbiologica e tests immunologici”.
Discusse il 28 Ottobre 1988 conseguendo la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria con voto 110/110 e lode, plauso della commissione e dignità di stampa della tesi . Quest’ultima venne infatti pubblicata con il titolo: “FUNZIONALITÀ DEI NEUTROFILI E ASSOCIAZIONI MICROBICHE NELLA PARODONTITE RAPIDAMENTE PROGRESSIVA E NELLA PARODONTITE CRONICA DELL’ADULTO”
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2204795 in cui le caratteristiche funzionali dei granulociti neutrofili (PMN) e la flora microbica sottogengivale sono stati studiati in due differenti forme di malattia parodontale:
1) parodontite cronica dell’adulto (AP);
2) parodontite rapidamente progressiva (RPP).
Ha studiato la funzionalità dei PMN del fluido sulculare (EG) e del sangue periferico (SP). Essa è risultata sensibilmente ridotta nel gruppo delle RPP e sovrapponibile, invece, a quello di un gruppo sano di controllo nelle AP. Non si è evidenziata discordanza tra i valori locali (EG) e quelli sistemici (SP). Inoltre si sono prelevati campioni di placca sottogengivale  da due gruppi di pazienti affetti rispettivamente da AP e RPP. I suddetti campioni hanno evidenziato una predominanza della flora Gram-negativa su quella Gram-positiva, di quella anaerobica su quella aerobica e la predominanza di specifici patogeni in ciascuna delle due forme di malattia parodontale.
I campioni di placca sottogengivale prelevati alla fine del trattamento parodontale in cinque dei dieci pazienti affetti da RPP, hanno evidenziato invece l’inversione dei precedenti rapporti e l’assenza dei patogeni precedentemente individuati. I risultati sottolineano l’importanza dei test di funzionalità leucocitaria e dell’analisi microbiologica per consentire il corretto inquadramento diagnostico delle forme dubbie di malattia parodontale e il controllo del risultato post-trattamento. All 3

– Abilitato all’esercizio della professione di Odontoiatra presso l’Università di Napoli nella IIa sessione del 1988 ,si iscrisse all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia  di Caserta in data 18 Febbraio 1989.
– Nel febbraio 1989 iniziò la frequenza presso la cattedra di Parodontologia dell’Istituto di Clinica Odontoiatrica e Stomatologica della Ia Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, collaborando alla ricerca e alla attività assistenziale svolta presso il Servizio di Clinica Odontoiatrica
– Nel 1990, il suo particolare interesse per la disciplina della Parodontologia lo indusse ad iscriversi al Corso di Perfezionamento Universitario post-laurea in Terapia Parodontale presso l’Università di Napoli dove ottenne il diploma in data 7 Febbraio 1992 .
– Nell’Anno Accademico 1990/91 ottenne la nomina di Cultore della Materia per la disciplina di Parodontologia da parte della Ia Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
– La nomina di “Cultore della Materia” di Parodontologia gli è stata poi confermata dalla stessa Università per l’anno 1991/92 e dalla Seconda Università degli Studi di Napoli per i successivi trienni 1992/95 e 1995/98 Ha fatto parte, costantemente, dal 1990 al 1998 della Commissione di Esame della disciplina di Parodontologia del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria della Seconda Università degli Studi di Napoli.
– Nel 1995 è stato proposto come Professore a Contratto per l’insegnamento integrativo al corso ufficiale di Parodontologia (Rapporti tra Parodontologia e Ortodonzia) dal Consiglio di corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria della Seconda Università degli Studi di Napoli per l’anno accademico 1995/96. Nel 1997 è stato proposto come Professore a Contratto per l’insegnamento integrativo al corso ufficiale di Parodontologia (Rapporti tra Parodontologia e Ortodonzia) dal Consiglio della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli per l’anno accademico 1997/98, .
– Autore di numerose ricerche scientifiche in campo parodontale, di cui una, internazionale, in collaborazione con il “Dipartimento di Scienze Dentali” della Dental School di Cardiff U.K. dal titolo: “Monitoraggio del fluido sulculare gengivale per l’analisi dei prodotti di origine connettivale in esso contenuti: studio longitudinale sul decorso della malattia parodontale”
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8814586
– È autore di 43 pubblicazioni scientifiche, 26 comunicazioni scientifiche , 25 relazioni scientifiche 3 videotape e 4 posters a carattere didattico-scientifico inerenti l’Odontostomatologia con particolare riguardo alla Parodontologia ed all’Implantologia.
È stato scelto come socio Messaggero della SIDP per le regioni Campania e Basilicata dal 1999 ad oggi per i progetti: “Diagnosi Parodontale” “Impianti” “Terapia Parodontale”

– Consulente in qualità di esperto in Parodontologia, implantologia e tecniche ricostruttive presso svariati studi professionali in Campania, Lazio e Basilicata
– Nel 2010 è stato nominato Tutor d’Aula per l’insegnamento integrativo al corso ufficiale di Parodontologia  presso il Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria  dalla Seconda Università degli Studi di Napoli . Ha svolto l’attivita’ di insegnamento pratico rivolto agli studenti dell’ ultimo anno del Corso di Laurea in odontoiatria nel corso di 40 ore secondo contratto.

L’interesse da sempre dimostrato  per le innovazioni nella diagnosi e terapia della malattia parodontale lo hanno portato ad eseguire molti studi tra cui i piu’ significativi sono stati :
– GLI STUDI SULLA DIAGNOSI DI FASE ATTIVA DELLA MALATTIA PARODONTALE.
Sui Parametri Clinici. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2700883
In cui ha dimostrato che i comuni parametri clinici utilizzati nella pratica quotidiana non sono validi per indicare l’attività della malattia parodontale.
I parametri radiografici e le misurazioni di perdita di attacco tramite il sondaggio sono, invece, in grado di identificare retrospettivamente episodi di distruzione attiva già intercorsi. Relativamente ai parametri radiografici, sono in fase avanzata di realizzazione metodiche atte a monitorizzare il metabolismo dell’osso alveolare consentendo la diagnosi precoce di fase attiva di malattia parodontale.

sui Parametri Non Clinici.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2700543
In cui  ha dimostrato che esistono una serie di parametri non clinici proposti come indici di attività della malattia parodontale. I suddetti parametri sono stati suddivisi in quattro gruppi ed esaminati singolarmente.
Sebbene non siano stati riconosciuti tra questi indicatori certi di attività della malattia, è stata messa in luce nella discussione il vantaggio della valutazione simultanea di differenti markers al fine di ottenere un profilo di attività della malattia che possa fornire un quadro della distruzione locale.

I GLICOSAMMINOGLICANI COME MARKERS DI ATTIVITÀ DELLA MALATTIA PARODONTALE.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8814586
In cui ha messo in risalto l’importanza di poter disporre di parametri non clinici per la diagnosi di fase attiva di malattia parodontale focalizzando l’attenzione sui
GLICOSAMMINOGLICANI COME MARKERS DI ATTIVITÀ DELLA MALATTIA PARODONTALE.

PROCEDURE IMMUNOLO-GICHE PER LA DIAGNOSI E LA DETERMINAZIONE DEL RISCHIO NELLA MALATTIA PARODONTALE.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2204795
In cui descrive  le più recenti metodiche immunologiche che hanno contribuito all’ampliamento delle conoscenze sulla diagnostica e sulla determinazione del rischio nelle parodontiti.

Inoltre:

Gli Studi sulle tecniche piu’ efficaci e innovative per il trattamento della malattia parodontale.

– IL GEL DI CLOREXIDINA NEL CONTROLLO DELLA PLACCA BATTERICA SUBGENGIVALE: VALUTAZIONE SPERIMENTALE MICROBIOLOGICA.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2487916
In cui presenta uno studio clinico-sperimentale teso a valutare gli effetti della clorexidina gel 1% sulla flora microbica sottogengivale non aderente di pazienti parodontopatici. I risultati microbiologici sembrano dimostrare l’efficacia del gel di clorexidina.

– EFFETTI DI UN NUOVO ANTIBIOTICO DI SINTESI SULLA FLORA BATTERICA SUBGENGIVALE.
In cui testa l’efficacia del gel di metronidazolo come ausilio alla terapia parodontale.

E soprattutto già dal 1990:

– IL LASER IN PARODONTOLOGIA: APPROCCIO TEORICO-SPERIMENTALE. NOTA 1 – IL SISTEMA LASER: DEFINIZIONE, FUNZIONAMENTO, CLASSIFICAZIONE.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2097936

In cui definisce il meccanismo di funzionamento di un sistema laser ed effettuano una classificazione dei laser in base al materiale attivo utilizzato.

– IL LASER IN PARODONTOLOGIA: APPROCCIO TEORICO-SPERIMENTALE. NOTA 2 – LASER E BIOSTIMOLAZIONE: IPOTESI SUL MECCANISMO D’AZIONE FISICO-BIOLOGICO.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2097942

In cui descrive  i principi fisici che regolano l’interazione tra radiazione laser e materia vivente e passa  in rassegna le ipotesi biologiche che ne spiegano gli effetti clinici in base ai più recenti dati sperimentali.

– IL LASER IN PARODONTOLOGIA: APPROCCIO TEORICO-SPERIMENTALE. NOTA 3 – STUDIO SPERIMENTALE SUGLI EFFETTI DEI LASERS He-Ne (638 nm) E INFRAROSSO DIODICO (904 nm) SULLA MUCOSA GENGIVALE DI RATTO.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2097946
questa ricerca parte da un lavoro originale effettuato presso l’Istituto di Biologia della I Facoltà di Medicina e Chirurgia dal quale si evince la possibilità di poter individuare la fase di attiva sintesi nucleare da parte della cellula con una semplice colorazione tricromica di Mallory. Con questa tecnica i nuclei cellulari assumono normalmente un colore rosso, tuttavia, in concomitanza con un aumento della sintesi di RNA nucleare, i nuclei assumono un tipico colore bleu. L’interesse dello studio ha spinto a ricercare la loro presenza nella mucosa del ratto dopo irraggiamento laser quale effetto della biostimolazione.
I risultati di questo lavoro hanno evidenziato un ispessimento della cheratina epiteliale ed una variazione della disposizione e del numero dei granuli di precheratina nella zona trattata. I nuclei bleu sono stati individuati a livello dello strato basale, senza nessuna differenza tra la zona trattata e quella di controllo. D’altra parte la loro presenza è la normale conseguenza dell’evoluzione epiteliale a partire dallo strato basale che è quello più attivo nella fase di sintesi nucleare.

Infine anche gli  Studi sulle tecniche di  sostituzione dei denti non più recuperabili :

– L’IMPIANTO POSTESTRATTIVO IMMEDIATO:ANALISI COMPARATIVA DELLA LETTERATURA SULLE DIFFERENTI TECNICHE UTILIZZATE E PROPOSTA DI UN PROTOCOLLO CLINICO INNOVATIVO
Atti del Convegno di Implantologia: “Impianti post-estrattivi Passato, Presente, Futuro” 1-8 2002 in coll. Con Costigliola G.
In cui gli Autori, dopo aver esaminato una vasta e variegata letteratura inerente l’impianto postestrattivo immediato, propongono un protocollo clinico semplificato che non prevede l’ausilio di procedure rigenerative(peraltro già controverse in letteratura rispetto a questa applicazione) né la chiusura primaria del lembo.
La bontà della tecnica e la sua applicabilità clinica trova conferma nella numerosa casistica riportata di oltre 200 impianti controllati a 3-4-5 anni.

– IMMEDIATE IMPLANTS INTO EXTRACTION SITES: 3 TO 5 YEARS RETROSPECTIVE EVALUATION
Clinical Oral Implant Research 12, 404 #46 ,2001 in coll. 
Con Costigliola G., Folegatti P. Sacco L.M.
In cui gli Autori pubblicano i risultati preliminari (Abstract) presentati al 10 th Annual Scientific Congress EAO, (European Association for Osseoitegration)  di uno studio retrospettivo sulla sopravvivenza di   212 impianti postestrattivi  immediati senza l’ausilio di tecniche rigenerative  inseriti dal 1995 al 1997 su 130 pazienti. I risultati indicano una percentuale di sopravvivenza del 97% a 4 anni con soli 6 impianti persi.

– IMMEDIATE PLACEMENT AND  LOADING OF DENTAL IMPLANTS: A HUMAN ISTOLOGIC CASE
REPORT
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18315443
Journal of Periodontology . 
2008: 79; 575-581 in coll con Guida L., Iezzi G., Annunziata M., Salierno A., Costigliola G.,Piattelli A.

Gli Autori pubblicano i risultati di uno studio istologico umano in cui si compara la guarigione di impianti postestrattivi  immediati caricati immediatamente (Test Implant TI) in confronto a impianti postestrattivi immediati lasciati guarire con il solo healing abutment  nello stesso paziente (Control Implant CI)
I risultati istomorfometrici a sei mesi indicano che i parametri istologici ( in particolare la percentuale di contatto osso impianto) non differiscono nelle due categorie di impianti considerati.

Si è interessato inoltre delle relazioni tra trattamento parodontale e altri trattamenti odontoiatrici in:

– PIANI DI TRATTAMENTO MULTIDISCIPLINARI: RAPPORTI TRA PARODONTOLOGIA. ORTODONTIA, PROTESI ED IMPLANTOLOGIA NELLA SOLUZIONE DI UN CASO DI PARODONTITE AD INSORGENZA PRECOCE
Il Corriere Ortodontico  1; IV; 14-20; 2002 in coll. Con Assumma R.
Gli Autori dopo una introduzione sui rapporti interdisciplinari che sono alla base dei più avanzati piani di trattamento, presentano un caso clinico di parodontite ad insorgenza precoce in cui il piano di trattamento ha mirato non soltanto all’arresto della patologia parodontale, ma anche al miglioramento della condizione parodontale complessiva grazie all’ausilio delle terapie ortodontiche, proteiche ed implantari.

Presente nel centro IMI EDN di Aversa.

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