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Mercoledì 4 novembre, alle ore 17.30, al Centro Congressi Giovanni XXIII – Viale Papa Giovanni XXIII, 10, Bergamo, un interessantissimo appuntamento culturale ed una pregevole iniziativa editoriale da non perdere… La presentazione, organizzata da Aboca (da oltre 30 anni, azienda leader in Italia e riferimento internazionale per prodotti a base di erbe medicinali per la salute e il benessere, ma anche prestigiosa casa editrice che cura con impegno la diffusione del sapere scientifico, botanico e medico), dell’affascinante saggio “Medichesse. La vocazione femminile alla cura” di Erika Maderna. L’ingresso è libero.

L’evento, realizzato in collaborazione con “EDN for Culture”, Associazione “Orbiter”, Lions Club “Colleoni” Bergamo, vede la partecipazione di Erika Maderna, autrice del libro; Catia Giorni, Centro Studi di Aboca Museum; Antonella di Tommaso, giornalista; Roberto Messina, giornalista.

Portano il saluto la dott.ssa Laura Baldini, odontoiatra del Centro Medico Polispecialistico Baldini e della Clinica EDN-Excellence Dental Network di Bergamo; la dott.ssa Annapaola Callegaro, Presidente del Lions Club “Colleoni” di Bergamo; il dott. Eugenio Sorrentino, presidente dell’Associazione “Orbiter”.

La presentazione sarà allietata dalla lettura di alcune ricette tratte dal libro a cura dell’attrice Silvia Barbieri.

Sebbene, il termine medichessa sia desueto, esiste ed indica “donna che esercita la professione medica”, e proprio su questa figura femminile e sul ruolo che ha assunto attraverso i secoli, si è soffermata l’attenzione della Maderna che, pagina dopo pagina, con un linguaggio semplice e affascinante, fa comprendere come la scienza medica sia stata soprattutto una “fortezza” della libertà di espressione femminile.

Da sempre contrapposta al sapere degli uomini, depositari della cultura dei libri e delle accademie, questa pratica femminile si caratterizzava per l’approccio empirico e il ricorso a conoscenze antiche e tramandate, da donna a donna, dove accanto alle applicazioni di una medicina lecita, convivevano saperi più oscuri, quelli delle consuetudini proibite della contraccezione e dell’aborto, legate alla magia degli incantamenti amorosi e della fertilità…

Dea, Pizia, maga, levatrice, cosmeta, erbaria, medichessa, sacerdotessa, vestale, badessa, santa, alchimista, strega. Ad un primo sguardo, si direbbero profili diversi e molto lontani tra loro. E invece no. Sono la stessa cosa. Cosa li accomuna? Naturalmente la storia delle donne. Pagina dopo pagina, profilo dopo profilo, questo libro dimostra infatti come la vestale, la maga, la strega, la medichessa abbiano un unico denominatore: la capacità e la vocazione femminile per la cura. Da Circe e Medea, passando per Metrodora e Trotula, arriviamo a Santa Ildegarda e a Caterina Sforza. Tra la prima e l’ultima, non c’è alcuna differenza: è cambiato, nei secoli, solo l’occhio attraverso il quale questi profili sono stati visti.

E’ dunque un viaggio tutto al femminile, che prende il via dagli albori del nostro tempo, con i riti e il sapere della Potnia, la Signora, divinità matriarcale preindoeuropea che aveva la conoscenza di tutte le forme viventi e dei meccanismi della vita stessa, la cui autorità era esercitata sulla natura e, attraverso di essa, la Potnia era anche curatrice e maga.

Da tutto questo ambito, gli uomini si tenevano a distanza, ed erano le donne a “sporcarsi” le mani con i misteri “[…] Se gli uomini hanno dominato l’universo delle parole, le donne hanno avuto il potere sul mondo delle cose.” Il sapere femminile, infatti, più antico di quello maschile, tramandato attraverso la parola scritta, era trasmesso di madre in figlia attraverso racconti, pratiche, esperienze.

 

Ai partecipanti sarà dato in omaggio un kit con i campioni di alcuni prodotti Aboca..
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