I professionisti della parodontite
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Maggio: mese della vitamina D

Posted on 31 marzo 2017

Quale è la relazione tra dente e osso, la vitamina D e le cure odontoiatriche, la parodontite e l’osteoporosi? Come può l’odontoiatra, curando la malattia parodontale, allertare il paziente e il medico di base su una condizione di rischio per le fratture, insidiosa e grave, dando il via alla prevenzione con largo anticipo?

Tutto il lavoro dell’odontoiatra (anche una semplice otturazione) ha un impatto diretto sull’osso dei mascellari. Ma soprattutto la terapia della malattia parodontale e l’implantologia (che spesso è realizzabile solo dopo aver rigenerato l’osso perduto per la parodontite) non possono prescindere da un’accurata valutazione dello stato di salute dell’osso, che inizia proprio con l’esecuzione della densitometria ossea. Nell’esperienza quotidiana delle cliniche EDN-IMI, si è rilevato che la condizione di osteopenia (pre-osteoporosi) accomuna frequentemente i pazienti che soffrono di parodontite, e che questa è altrettanto sovente associata a stati più o meno gravi di ipovitaminosi D.

La vitamina D è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre a favorire una corretta risposta immunitaria dell’organismo. Nella stagione invernale, è allora ancora più importante tenere sotto controllo i valori di questa vitamina, poiché la quantità in circolo nel nostro organismo dipende essenzialmente dalla quantità di sole a cui siamo esposti.

La carenza di Vitamina D, può provocare difetti di mineralizzazione ossea con ripercussioni anche a livello delle ossa mascellari, favorendo così l’insorgenza della malattia parodontale e peggiorandone la sua evoluzione.

Lo screening di tutti i pazienti per la densitometria ossea e i livelli plasmatici della vitamina D, mette il dentista in condizione di eseguire diagnosi precoce di rischio osteoporotico anche in pazienti di giovane età, attivando una gestione del problema con molti anni (20 o 30) d’anticipo.

L’integrazione della vitamina D e del calcio, la correzione dietetica e degli stili di vita, consentono così, non solo di migliorare i risultati delle prestazioni odontoiatriche, ma di iniziare anche molto precocemente la prevenzione per l’osteoporosi.

L’osteoporosi è una condizione sistemica caratterizzata da una bassa densità ossea legata a un deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che causa un aumento della fragilità ossea e, conseguentemente, del rischio di frattura. L’elevata prevalenza, che aumenta con il progredire dell’età, e l’elevato rischio di frattura che ne deriva, rendono tale condizione una priorità assistenziale in termini di salute della popolazione e di sostenibilità economica.

La rilevanza economica dell’osteoporosi è determinata dal fatto che le fratture ossee sono una delle cause più comuni di disabilità che maggiormente incidono sui costi sanitari dei paesi occidentali. La manifestazione più chiara e drammatica dell’osteoporosi, è senza dubbio la frattura del femore, che in Italia ha numeri drammatici.

Dieci punti per circoscrivere il fenomeno.

  • Quasi centomila ricoveri all’anno (1 ogni 10 minuti)
  • La mortalità entro un anno dalla frattura, è del 20% (1 ogni ora)
  • Il 30 % rimane affetto da invalidità permanente
  • Il 40 % perde la capacità di camminare autonomamente
  • I costi diretti superano 1,5 mld di euro annui
  • La maggior parte dei pazienti con frattura da fragilità, non riceve un trattamento per l’osteoporosi
  • L’80 % di questi pazienti si fratturano di nuovo entro l’anno
  • Una persona su due affetta da osteoporosi, non sa di averla
  • Il costo mensile per l’assistenza a un invalido (badante, etc.) può superare i 2000 euro
  • Il costo stimato per una prevenzione adeguata in grado di ridurre dell’80% il fenomeno, è di 30 euro al mese.

Le fratture da fragilità assorbono elevati costi per le prestazioni assistenziali, continuano a indurre costi per prestazioni anche a distanza dall’evento fratturativo, condizionano fortemente la salute dei pazienti ed i relativi costi assistenziali anche oltre quelli direttamente imputabili all’osteoporosi.

La diagnosi precoce di parodontite, associata a quella del rischio osteoporotico, può prevenire la perdita dei denti legata alla prima patologia e le fratture legate alla seconda, con importantissimi benefici sia in termini di riduzione di costi economici per il SSN e le famiglie, che biologici per i pazienti, nonchè un notevole miglioramento della loro qualità di vita.

Le false convinzioni da smentire:

– L’osteoporosi colpisce solo le donne: FALSO

– L’osteoporosi è una condizione che colpisce solo gli anziani: FALSO

– I pazienti in cura con farmaci per l’osteoporosi non possono effettuare cure odontoiatriche: FALSO

– La vitamina D si somministra senza un controllo dei suoi livelli ematici: FALSO

In occasione del Congresso mondiale di osteoporosi, che si terrà a Firenze dal 23 al 26 marzo p.v., il network di cliniche hi tech EDN-IMI (International Microdentistry Institute) annuncia un’importantissima campagna nazionale, che patrocinerà la prevenzione della parodontite e delle patologie dell’osso, offrendo eccezionalmente visita specialistica a titolo gratuito, e densitometria ossea al costo di 19 euro per chi scaricherà il voucher da qui.